martedì 8 luglio 2014

CATALOGO EUROPEO DEI RIFIUTI - CER

Tutti i rifiuti sono codificati in base al vigente Catalogo Europeo dei Rifiuti (CER). Il CER classifica tutte le tipologie di rifiuti, siano essi urbani, speciali o pericolosi, e ogni singolo rifiuto è individuato specificatamente mediante un codice a sei cifre di cui:
-       la prima coppia di cifre, denominata “codice a due cifre o classe”, identifica la fonte che ha generato il rifiuto, ossia il settore produttivo di provenienza del rifiuto;
-       la seconda coppia di cifre del codice, denominata “codice a quattro cifre o sottoclasse”, identifica il processo e/o la lavorazione che ha originato il rifiuto all'interno delle settore produttivo di provenienza;
-       la terza coppia di cifre del codice individua la singola tipologia di rifiuto.
Esempio:  CER 10 11 03
10               ->     settore produttivo: rifiuti prodotti da processi termici;
10 11          ->     attività o processo: rifiuti prodotti dalla fabbricazione del vetro;
10 11 03      ->    descrizione rifiuto: scarti di materiali in fibra a base di vetro.

Il CER è articolato in:
20 classi;
111 sottoclassi;
839 rifiuti, di cui 405 pericolosi e 434 non pericolosi.
Le classi in generale individuano dei settori produttivi.

CLASSE CER
DESCRIZIONE
01
rifiuti derivanti da prospezione, estrazione da miniera e cava, nonché dal trattamento fisico o chimico di minerali
02
rifiuti prodotti da agricoltura, orticoltura, acquacoltura, selvicoltura, caccia e pesca trattamento e preparazione di alimenti
03
rifiuti dalla lavorazione del legno e della produzione di pannelli, mobili, polpa, carta e cartone
04
rifiuti dalla lavorazione delle pelli e dell'industria tessile
05
rifiuti della raffinazione del petrolio, purificazione del gas naturale e trattamento pirolitico del carbone
06
rifiuti dei processi chimici industriali
07
rifiuti dei processi chimici organici
08
rifiuti dalla produzione, formulazione, fornitura ed uso di rivestimenti (pitture, vernici, e smalti vetrati), adesivi, sigillanti e inchiostri per stampa
09
rifiuti dell'industria fotografica
10
rifiuti da processi termici
11
rifiuti prodotti dal trattamento chimico superficiale e dal rivestimento di metalli ed altri materiali; idrometallurgia non ferrosa
12
rifiuti prodotti dalla lavorazione e dal trattamento fisico e meccanico superficiale di metalli e plastica
13
oli esauriti e residui di combustibili liquidi (tranne oli combustibili ed oli di cui ai capitoli 05, 12 e 19)
14
solventi, refrigeranti, propellenti di scarto (tranne 07 e 08)
15
rifiuti di imballaggio, assorbenti, stracci, materiali filtranti e indumenti protettivi (non specificati altrimenti)
16
rifiuti non specificati altrimenti nell'elenco
17
rifiuti delle operazioni di costruzione e demolizione (compreso il terreno proveniente dai siti contaminati)
18
rifiuti prodotti dal settore sanitario e veterinario o da attività di ricerca collegate (tranne i rifiuti di cucina e di ristorazione non direttamente provenienti da trattamento terapeutico)
19
rifiuti prodotti dagli impianti di trattamento dei rifiuti, impianti di trattamento delle acque reflue fuori sito, nonché dalla potabilizzazione dell'acqua e dalla sua preparazione per uso industriale
20
rifiuti urbani (rifiuti domestici e assimilati prodotti da attività commerciali e industriali, nonché dalle istituzioni) inclusi rifiuti della raccolta differenziata
Solo le classi 13,14,15 e 16 non individuano delle attività specifiche, ma delle categorie omogenee di rifiuti.
All’interno del CER i rifiuti pericolosi sono contrassegnati con un asterisco “*”.

Per attribuire il corretto codice ad un rifiuto è utile procedere come segue:
·         identificare la fonte, o meglio l’attività produttiva che genera il rifiuto consultando i titoli dei capitoli da 01 a 12 o da 17 a 20 per risalire al codice a sei cifre riferito al rifiuto in questione, (ad eccezione dei codici dei suddetti capitoli che terminano con le cifre 99);
·         se nessuno dei codici dei capitoli da 01 a 12 o da 17 a 20 si presta per la classificazione di un determinato rifiuto, occorre esaminare i capitoli 13, 14 e 15 per identificare il codice corretto;
·         se nessuno di questi codici risulta adeguato, occorre definire il rifiuto utilizzando i codici di cui al capitolo 16;
·         se un determinato rifiuto non è classificabile neppure mediante i codici del capitolo 16, occorre utilizzare il codice 99 (rifiuti non altrimenti specificati) preceduto dalle cifre del capitolo che corrisponde all’attività identificata al precedente punto 1.


Vedi ALLEGATO D - Elenco dei rifiuti istituito Decisione della Commissione 2000/532/CE del 3 maggio 2000 (allegato così sostituito dall'art. 39,comma 5, del d.lgs. n. 205 del 2010)

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